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Intanto, anche a Trastevere (primo quartiere centrale dopo Colli Aniene, Decima, Massimina e Villaggio olimpico), è partito il porta a porta. Unico sistema per smettere di smaltire rifiuti e gestirli come serve. E' perfettibile, ma intanto si è partiti anche in centro a Roma e non è una notizia di secondo piano.

I rifiuti sono un problema culturale e organizzativo.
Non un problema tecnologico.

La situazione nel Lazio e l'inceneritore ad Albano Laziale (RM)

Ricapitoliamo la situazione, con la necessaria sintesi per non tediare nessuno.
Ma ricapitoliamo, perchè sennò sfugge l'enormità di quanto sta succedendo ad Albano e nel Lazio.
Una su tutte: ancora non si sa neppure dove saranno smaltite le scorie tossiche del "gassificatore" di Malagrotta: questo fatto è semplicemente ridicolo.

Il Presidente di Regione Marrazzo in qualità di Commissario ai rifiuti "controfirma" appena eletto le "ordinanze commissariali 14 e 16 Verzaschi". Ma anche questa enormità non basta al suo per brevità "Piano".

Colari prende atto e può mettere a bilancio centinaia di milioni di euro senza gare, frutto di una truffa di Stato via Enel, in barba alla Direttiva 2001/77/CE e in barba alla minima decenza nell'utilizzo di risorse pubbliche (in una regione dove lavora appena un centro di compostaggio industriale da 30mila tonnellate/anno e poco altro..)

Senza dilungarsi, leggasi cosa scrive la Corte dei Conti a maggio del 2007 sul Commissariamento laziale che ha imposto senza alcuna consultazione due nuovi inceneritori (senza alcun commento di cittadini a vario titolo coinvolti, leggasi la magistratura contabile nero su bianco: basta e avanza).
Ampi stralci, virgolettati, sono all'interno del saggio collettivo "Lo stivale di Barabba", Arianna editrice, mai recensito da nessuno a differenza di ponderose opere come "Questo ponte s'ha da fare".

Il vice Commissario ai rifiuti Carrubba nel frattempo viene eletto commissario all'Arpa, e deve eseguire "i controlli di legge". Vengono ordinate centraline di rilevamento inquinanti con, paradosso, "urgente" calma.
Ma quali controlli? Quali controlli se di Malagrotta non si conosce neppure con esattezza la situazione ambientale PRIMA che il gassificatore entri in funzione?

Domanda minima: è serio tutto questo? E' possibile che il Comune e la Provincia di Roma permettano tutto questo?

Il tempo, come la discarica di Malagrotta, stringe.
Non è bastata Malagrotta, ora vogliono anche piazzare un altro inceneritore (in zona agricola...) ad Albano. Vedasi PS.

Per tutto il resto, rimando al sito di Maurizio Melandri e al seguente link:
http://www.unonotizie.it/942-la-rosa-di-malagrotta.php

Roberto Pirani
www.buonsenso.info

PS
E’ da ricordare inoltre che l'inceneritore di Albano (se utilizzi combustibile eterogeneo questo è: inceneritore) sarebbe in totale dispregio del territorio; in violazione del D.gls. maggio 2001, n.228 “Orientamento e modernizzazione del settore agricolo, a norma dell’art.7 della L.5 marzo 2001, n.57, che fa espresso divieto di allocare in terreni dove si producono prodotti agricoli e alimentari di qualità DOC, DOP, DOCG, IGT, impianti di smaltimento e recupero dei rifiuti.


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