Italiopoli di Oliviero Beha: la nuova edizione tascabile aggiornata, con l'introduzione di Beppe GrilloAltri schizzi di fango
Quando ho scritto questo pamphlet, nei primi
giorni del 2007, e quando è uscito nella sua prima edizione, nel maggio
successivo, tutto era già accaduto e tutto doveva ancora accadere. Come
in un film western di una volta, nei miei ricordi di bambino, in cui
dopo un quarto d’ora c’era già stata una strage di banditi e di
sceriffi e tu eri autorizzato a domandarti che cosa potesse ancora
succedere nel resto delle due ore canoniche, in
sala. Succedeva, succedeva… E potevi uscire e scorrazzare per una Roma
vivibile colpendoti il sedere con il palmo della mano per simulare il
galoppo nella prateria…
Per scegliere il filone principale del discorso, una specie di sentiero
nella palude che vi invito a visitare in queste pagine, mentre scrivevo
c’erano già state le famose o famigerate scalate bancarie, da destra e
da sinistra, con Fiorani o con Consorte all’ombra sempre di
quell’integerrimo Governatore della Bankitalia che corrispondeva al
nome del già prima indagato Antonio Fazio. C’erano già state quindi le
intercettazioni nell’inchiesta su di esse, e stralci ne erano usciti sui
giornali dell’anno precedente. Tutto ciò mi aveva finito di illuminare
su di un concetto portante di “Italiopoli”, cioè la complementarietà
oggettiva tra schieramenti politici di fronte ai loro vantaggi e
privilegi. Non uguali, come origini, storia, formazione culturale, la
sinistra e la destra nei due poli, ma peggio, ”complementari” nella
realtà e più difficilmente percepibili come tali da un’esangue opinione
pubblica: infatti se fossero stati avvertiti davvero come “uguali” tout
court forse la reazione anche solo per disperazione alla “francese” con
più di due secoli di ritardo sarebbe stata più vicina...
(Dalla prefazione di Oliviero Beha)
«Un’analisi impietosa, per segmenti brevi, di fatti e malefatte in quello che definisce “un Paese ad personam”, dal calcio alla politica, dai cuochi in tv al sistema dell’informazione.»
La Stampa
«In questo pamphlet arrabbiato e appassionato ce n’è per tutti.»Ferruccio Sansa, Il Secolo XIX
«Chi, durante una visita all’estero, si metta a leggere Italiopoli rischia di non voler fare più ritorno nel Belpaese.»Il Sole 24 Ore
«Un duro atto di accusa contro gli “interessi comuni” del bipolarismo… lucida analisi dei fatti, non profezie.»L'Unità
In libreria dal 13 novembre 2008
La rassegna
30 novembre - Il Tirreno - Un bestseller di nome Silvio di Luciano Donzella
22 novembre - Corriere Adriatico - In Italiopoli di Beha il Paese alla deriva